Conclusione

CONCLUSIONE

(da Ipotiroidismo, una emergenza ignorata)

L’ipotiroidismo (probabilmente comparabile in questo senso solo alla carenza di vitamina D) è la più grande epidemia non riconosciuta nella storia della medicina moderna.

Ma a differenza dell’epidemia da carenza di vitamina D, la cui reale importanza per la nostra salute ed i suoi fondamentali e numerosi effetti a livello extra-osseo stanno emergendo solo in questi ultimissimi anni, l’ipotiroidismo è una malattia perfettamente descritta e conosciuta già da oltre un secolo, oltre ad essere trattabile facilmente e con un costo modesto.

L’ipotiroidismo può interessare ogni aspetto ed ogni momento della nostra vita e la sua diffusione e la sua gravità peggiorano di generazione in generazione.

Tutto questo rende ancora più assurdo ed ingiustificabile il fatto che al giorno d’oggi così tante persone debbano soffrire ingiustamente ed inutilmente per questa patologia senza che quasi nessun medico, e men che meno i super specializzati e super tecnologici endocrinologi moderni, siano in grado di riconoscerne i sintomi, di diagnosticarla, e soprattutto di trattarla nel modo adeguato.

Infatti sta proprio qui il problema, in quella stragrande maggioranza dei casi in cui gli esami di laboratorio (in genere TSH e FT4 unici parametri oggi utilizzati per diagnosticare l’ipotiroidismo) sono perfettamente normali, nonostante il paziente lamenti parecchi sintomi che sono chiari segni, per chi sa leggerli, di uno stato di ipofunzione della tiroide.

E la cosa più assurda è che in un caso come questo, cioè se siete così sfortunati che i vostri esami del sangue rientrino nei range di normalità, anche se andaste nel più importante centro di endocrinologia italiano o straniero, anche se fissaste un costosissimo appuntamento col luminare più famoso, otterreste sempre la stessa risposta: “La sua tiroide è a posto”.

Nella migliore delle ipotesi vi si dirà che forse è solo lo stress e vi verrà consigliata una bella vacanza. Nella peggiore, sarete indirizzato ad una serie di altri specialisti per cercare di scoprire quale sia la “vera” patologia di cui soffrite, o al limite vi verrà prescritto qualche ansiolitico e/o antidepressivo.

Se invece i vostri esami (o almeno il TSH) risulteranno alterati, l’endocrinologo riconoscerà facilmente il problema e vi prescriverà una terapia, che sarà sempre e comunque solo L-Tiroxina.

Ma come avete imparato leggendo questo libro, questa non è quasi mai la risposta giusta, la terapia migliore nei casi di ipotiroidismo.

E intanto voi, nonostante la terapia, continuerete a convivere con una buona parte dei vostri fastidiosi sintomi, ai quali col tempo probabilmente se ne aggiungeranno altri, mentre vi verrà ripetuto ad ogni controllo che la vostra tiroide adesso è perfettamente compensata, perché gli esami sono rientrati nella norma. E se ancora non state bene sarà per via dello stress, o dell’età, o forse siete un po’ depressi, o ansiosi, oppure decisamente ipocondriaci. Insomma può essere colpa di qualsiasi altra cosa, ma non più della tiroide, e di questo dovrete farvene una ragione.

Ma adesso sapete anche che uno stato di ipotiroidismo non crea solo sintomi più o meno fastidiosi, ma può accorciare drasticamente la vostra prospettiva di vita aumentando il rischio di contrarre patologie degenerative come il cancro o le malattie cardiovascolari. Così come può impedirvi di concepire o di portare avanti una gravidanza. Esso può, insomma, rendere la vostra vita un inferno.

Per tutti questi motivi ci è sembrato urgente e necessario scrivere questo libro, soprattutto perché è ora che la gente sappia, che sia adeguatamente e correttamente informata in modo da poter scegliere e decidere liberamente anche riguardo alla propria salute.

E’ vero che queste informazioni non sono del tutto nuove, esse sono già state presentate in diversi libri che abbiamo citato e che trovate in bibliografia insieme ad alcuni siti web assai ben documentati, ma tutte queste fonti sono in lingua inglese, e fino ad oggi nulla di tutto ciò era stato pubblicato in lingua italiana, almeno in modo organico e sufficientemente completo.

E questo, in un paese come il nostro dove la conoscenza della lingua inglese è notoriamente scarsa, rendeva assai difficile il reperire queste informazioni e il diffonderle su larga scala.

Senza citare poi il fatto che, anche conoscendo l’inglese, non è comunque facile trovare queste pubblicazioni; pressochè tutti i libri che abbiamo citato sono infatti pubblicati da case editrici minori, quasi di nicchia, e non beneficiano di una larga pubblicità o diffusione al di fuori dei gruppi di “addetti ai lavori” già a conoscenza di questi aspetti della medicina.

Anche per questo, e lo diciamo senza falsa modestia, crediamo che un lavoro di questo tipo fosse urgente e assolutamente necessario anche nel nostro paese.

E farebbe ridere, se non fosse un dramma, il fatto che proprio una patologia così ben definita in realtà non venga quasi mai riconosciuta.

Infatti come aggravante a tutto questo non dobbiamo dimenticare, come abbiamo scritto all’inizio di questo capitolo, che l’ipotiroidismo è una malattia perfettamente descritta e conosciuta già da oltre un secolo, oltre ad essere trattabile facilmente e con un costo modesto”.

Sarebbe troppo alto invece il costo, in termini di sofferenza, del perdurare della nostra ignoranza e della presunzione e dell’arroganza di certa medicina.

 

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